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Santa Maria di Valdisasso inizialmente fu un monastero
benedettino femminile chiamato volgarmente Romita o Romitella; esso venne
donato da Alberto Sassi allora feudatario del luogo alle suore che
abbandonarono questa residenza montana alla fine del secolo XIII,
trasferendosi a Fabriano.
La tradizione vuole che nel 1210 vi dimorasse Francesco
d'Assisi, lasciando tracce nelle leggende del luogo; nel corso
del secolo vi soggiornarono per penitenza altri religiosi francescani.
Nel 1406 Chiavello Chiavelli, signore di Fabriano, permutò con le
suore questo monastero, poi lo concesse ai Minori Osservanti che lo
restaurarono e lo ampliarono facendone il loro convento più importante
nelle Marche.
Dal 1865, anno in cui fu soppresso, passò attraverso
diversi proprietari, la conseguenza fu che il convento venne abbandonato,
dissacrato e ridotto a casa colonica e stalla di bestiame. Per questo
monastero Gentile da Fabriano dipinse un polittico (oggi nella pinacoteca
di Brera a Milano): una copia di tale opera è da qualche tempo custodita
nella chiesetta quattrocentesca annessa all'Eremo. In questo luogo era
contenuta l'urna sepolcrale con le ossa di Chiavello Chiavelli e della
moglie Lagia, che poi fu trasferita nella chiesetta di Camporege.
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