La siepe

 

Ape su rosa canina

Elemento caratteristico del paesaggio, assume un ruolo ecologico importante per il rifugio e le possibilità alimentari che offre a numerose specie della fauna.
Nell'agricoltura tradizionale le siepi venivano piantate dall'uomo per delimitare i confini delle proprietà: tra gli arbusti che in genere le costituiscono troviamo il Corniolo, la Rosa selvatica, lo spinoso Rovo che produce le appetitose more, la Berretta da prete i cui frutti assomigliano al copricapo dei vecchi sacerdoti, il Prugnolo selvatico che in primavera si copre di fiori bianchi, la Vitalba ed il Biancospino dai candidi fiori.
Alla base del groviglio dei cespugli costruisce il nido l'usignolo, mentre la capinera preferisce le siepi ricche di bacche che rappresentano il suo cibo abituale; anche scriccioli, pettirossi e cince amano le siepi. Le averle piccole usano le spine degli arbusti come riserve alimentari: esse infatti hanno una gola molto stretta che non permette loro di inghiottire grosse prede, per cui dopo aver catturato bombi, calabroni, piccoli uccelli, li mangiano a poco a poco. La siepe è anche l'habitat ideale per ramarri, bisce e piccoli mammiferi come il moscardino.
L'ambiente della siepe va quindi rispettato e salvaguardato per il ruolo ecologico che assume. Purtroppo la meccanizzazione introdotta nell' agricoltura ha comportato la progressiva scomparsa di questo ecosistema. Fortunatamente negli anni '80 la Regione Marche ha sottoposto a tutela le siepi, impedendone la distruzione senza il preventivo nullaosta del competente ufficio regionale.

Particolare del Corniolo

Fiori di biancospino

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