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Mi trovo costretto a dover confermare quello che qualche mese fa mi diceva qualcuno, che con il tempo le iniziative tendono a definirsi, ad affinare il tiro. Credo anche che di questo si debbano ringraziare soprattutto i lettori; sì! proprio voi lettori/scrittori (spesso) che avete dimostrato un entusiasmo insospettabile, per lo meno a giudicare dalle tante mail di complimenti che mi sono arrivate in questi ultimi mesi, insieme, va detto, ad alcune -non tante, sul serio- mail di critiche, a volte davvero spassose per la verità (su tutte: “Si scrive Décadence, ignorantone! A meno che non hai inventato un sillogismo (NDR:?!) per dire dieci volte danza”). Scherzi a parte: sono davvero stupito di quanto un progetto inizialmente così poco definito si stia lentamente trasformando in qualcosa di più netto, di concreto. Alcune cose mi colpiscono particolarmente di questo numero uno: il congruo numero di scrittori alla loro prima esperienza nella narrativa, con le dovute eccezioni (Pianesi e Sorrentino, tout court). La loro età, sempre con le solite eccezioni (senza offesa, s’intende). Ma soprattutto quanta poca ironia ci sia -finalmente- nelle loro pagine, quanto le loro voci sembrino definitivamente staccarsi (chi più chi meno...) da quel cliscé un po’ monotono che ha caratterizzato la narrativa degli ultimi dieci anni. C’é odore di nuovo, odore di un sottosuolo (passéz moi le môt) che non è più underground, che è pura italianità. E questo in generale fa bene alla narrativa, credo. E che questi non sembrino costretti a restare gli eterni scrittori esordienti lo conferma il fatto che (notizie dell’ultima ora) il nostro Stefano Baschiera sta per pubblicare un volume sul cinema del g8, e Francesca Genti è stata contatta da Meridiano Zero per pubblicare un libro di sue poesie. Per quanto tutto questo non sia merito mio, speriamo comunque che Décadance porti bene!