Furbo e devoto, il futuro Santo sfidò nella
corsa il diavolo sulla distanza da Fabriano a Jesi. Subito in testa,
Floriano costellava il percorso di segni della croce, che il suo
avversario - ovviamente - era costretto ad aggirare. Ma il prodigio lo
compì allorché, ormai al cospetto dell'alto Monte Murano, con un
ultimo segno di croce lo divise dal Revellone, formando la Gola. Via di
corsa, prestando attenzione alle acque, curiose, che già si insinuavano
al fondo.
E il diavolo ad ansimare su per il monte...
L'arrivo a Jesi non poteva che essere una festa, annunciata dallo
spontaneo scampanare di tutte le chiese. E a Jesi ancora suonano
campanelle di coccio, il 4 di maggio, festa del Santo e Patrono. Ma
chissà oggi come sarebbe andata a finire, che per il Monte si va in
galleria...
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