Il venerando Patriarca vi
chiuse la sua vita: tutto ciò dette fama e grande prestigio alla Abbazia che vide
allargarsi la sua influenza religiosa e civile.
Ebbe ampie donazioni di terre e alcuni castelli ed estese la sua influenza sui due
versanti della catena appenninica. Il crescente prestigio indusse l'abate Marino ad
edificare una nuova e più grande Abbazia, costruita nel 1262.
Una tale importanza religiosa generò una certa rivalità tra l'Abbazia stessa e l'Eremo
di Camaldoli, per cui dovette intervenire l'autorità pontificia. Nel secolo seguente (XV)
ebbe inizio la decadenza. Nel 1810, con la soppressione per legge napoleonica degli Ordini
monastici, l'Abbazia fu chiusa e i suoi beni indemaniati, passando poi a proprietà
privata, come è tutt'ora. |