Presto il furto fu scoperto, i due monaci
furono imprigionati e le sacre spoglie rimandate a Fabriano sul dorso
della mula. Ora questa mula era un po' testarda perché, giunta
all'altezza dell'Abbazia di Valdicastro, non ne volle sapere di fermarsi
ma continuò per la strada di Fabriano. Quivi giunta, tutti credevano
che la mula si dirigesse alla chiesa di S. Biagio, divenuta sede dei
monaci camaldolesi; invece questa, dinanzi alla chiesa di S. Bartolomeo,
che un tempo fu dimora del Santo, si inginocchiò ed a nulla valsero le
bastonate dei mulattieri che non vedevano l'ora di por termine al loro
viaggio.
Dopo aver adeguatamente sostato, la mula si rialzò, imboccò un
vicoletto sulla destra fino a giungere a S. Biagio nella cui cripta, da
allora, le spoglie del santo vengono onorate. Da allora, a Fabriano, è
invalso il detto: "Ciariverai ndo' se 'nginocchia la mula de San
Romallo!".
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