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Copernico: uno sguardo che viene da lontano

Intervista dell'IRRSAE Emilia-Romagna all'ispettore G. Boselli

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Tesi sulla lingua italiana

Il problema della valutazione

 

 
   
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Copernico: uno sguardo nuovo che viene di lontano

1. Presentazione

1.1
Il nome
Il nome Copernico con il suo immediato riferimento semantico a “rivoluzione” “cambiamento” “innovazione” si ritiene adeguato a caratterizzare una ricerca formativa finalizzata a modificare le realtà scolastiche nella direzione proposta dall’autonomia didattica, organizzativa, finanziaria, di ricerca e sviluppo: andrebbe, però, chiarita in modo esplicito come tale “rivoluzione” poggi su un cammino ormai già avanzato nell’ambito della scuola e non certo su movimenti esclusivamente esterni ed eterodiretti.

1.2
I soggetti
I soggetti che hanno risposto positivamente alle richieste di riflessione critica sono stati i docenti anche perché con loro era stato attivato un percorso di autoaggiornamento sul tema dell’autonomia e della flessibilità dell’offerta formativa già da vari anni. Si è riusciti a coinvolgere i genitori anche se in misura quantitativamente ridotta, limitata ai rappresentanti degli stessi nei vari organi collegiali, coniugando il lavoro relativo al Copernico alle occasioni di consultazione proposte dal Ministro sulla bozza di regolamento sull’autonomia e sul documento sui contenuti essenziali.
Per quanto riguarda il personale A.T.A. c’è da dire che il responsabile amministrativo ha espresso più volte rimostranze per il fatto di non essere stato coinvolto in tutti i momenti della formazione effettuati a Bari come rete del Copernico 6 e ciò è stato segnalato dalla nostra istituzione scolastica. (Se nello staff sono state inserite figure e ruoli diversificati è indispensabile che tutti seguano un percorso comune di formazione e riflessione critica per condividere valori ed obiettivi formativi fondamentali: secondo noi infatti la capacità di esecuzione di compiti diversificati per la realizzazione di un progetto comune deriva dalla consapevolezza di tutti in merito alle finalità e dalla condivisione di statuti deontologici di riferimento)

1.3
Il ruolo del progetto nelle riforme
Tutti nella scuola si aspettano che la riflessione innescata dal Copernico 6 serva a sostenere i processi di realizzazione dell’autonomia in atto a livello normativo. In particolare ci si augura che tale riflessione, dal basso, incida in modo concreto sulle decisioni che si andranno a prendere relativamente alla definizione dei curricoli.

1.4 Il progetto in relazione al cambiamento normativo - istituzionale
E’ possibile per quanto detto finora legare Copernico al cambiamento in atto rendendolo addirittura più armonico e collegato rispetto a quanto sta avvenendo (si assiste ad una parcellizzazione nelle normative secondarie non sempre armonizzabili tra di loro e molte volte addirittura confliggenti). “Copernico” può infatti porre dei “paletti” condivisi da una vasta rappresentanza della scuola reale italiana su: finalità e contenuti dei curricoli; modalità di organizzare (l’offerta formativa e il servizio scolastico); livelli e metodi per una valutazione degli esiti formativi riguardo agli alunni e alla qualità del servizio. Questa riflessione potrebbe essere assunta come elemento di confronto accanto ai “pareri degli esperti”,Š sempre che ciò sia voluto anche dall’alto: in caso contrario la ricerca “Copernico” sarà una mero esercizio.

1.5
Il rapporto tra le scuole e il modello di formazione
Non ancora si riesce in generale a sviluppare vere e proprie relazioni di rete tra le scuole dei vari ordini. Nel Copernico le relazioni sono limitate ad una socializzazione di punti di vista più che ad una costruzione condivisa di percorsi e progetti in continuità. Sarebbe forse opportuno cominciare a lavorare per una formazione dei docenti dei vari ordini di scuola di un contesto territoriale per gruppi misti (relativamente all’ordine di appartenenza), su macrotemi comuni o su ipotesi di curricolarizzazione di “contenuti essenziali” attraverso modalità di ricerca-azione in modo da collegare strettamente i momenti di progettualità / attuazione / valutazione e rendere possibili le generalizzazioni di esisti giudicati positivi.

2.
La realizzazione

2.1
Livelli nazionale / locale
Il progetto locale è stato socializzato nell’ambito dell’intera istituzione scolastica. Rispetto alla premessa generale del primo anno si sta lavorando come collegio docenti suddiviso per gruppi (di differente configurazione a seconda dei compiti da affrontare) su ipotesi di curricolo flessibile riempiendo di contenuti le tre articolazioni,  proposte dal Ministero della P.I. nell’art. 3 della Bozza provvisoria di regolamento sull’autonomia del 04/03/98, per l’autonomia didattica nella definizione dell’offerta formativa, sulla scorta delle esperienze professionali dei docenti stessi e del Documento sui contenuti essenziali per la formazione di base del marzo ‘98 che il Ministro ha sottoposto a consultazione nazionale.

2.2
L’analisi dei difetti
Nella nostra istituzione scolastica lo staff del Copernico sta fungendo contemporaneamente da “struttura di ascolto”; svolgono un ruolo in tal senso anche i componenti dello staff di aggiornamento della scuola e in parte i coordinatori d’interclasse.
Si sta ancora al livello di assemblaggio e categorizzazione delle osservazioni.
Si pensa di poter poi dalle stesse ricavare elementi di dinamicità migliorativa delle azioni collegate al Copernico e più in generale all’attuazione dell’autonomia.

3.
I nodi critici

3.1
Ruoli e funzioni
Può valere come risposta quanto detto nella parte finale del punto 1.2. E’ possibile infatti uscire dai ruoli formali e svolgere funzioni “miste” “impure” motivate all’obiettivo solo se ci si preoccupa di creare consapevolezze reali, riguardo ai fini, di tutti e non solo di alcuni.

3.2
Ricerca ­ azione   3.3 Tempi del progetto
Riteniamo che si possa esprimere risposta affermativa alla domande di questo punto.
La difficoltà consiste nei tempi ristretti che è possibile ritagliare nell’istituzione scolastica oberata, già da miriadi di incombenze, per il lavoro di studio, riflessione e produzione relativamente al Copernico. Molte volte perciò le sintesi e i documenti prodotti risentono della frettolosità con cui sono stati elaborati.
Si ritiene possibile raggiungere un’ipotesi condivisa di curricolo flessibile con articolazioni relative alla specificità dei vari ordini di scuola naturalmente con riferimento ai contesti territoriali delle scuole coinvolte.
Potrebbe essere facilitante, per fluidificare il lavoro, definire un programma più analitico dei vari adempimenti e compiti prevedibili fino alla fine del percorso del Copernico anche in relazione ai confronti tra i vari settori dello stesso (dal Copernico 1 al Copernico 6).


4.
Il Progetto nel sistema scolastico

4.1
Ipotesi per lo sviluppo
Si può pensare come si è sostenuto nel punto 1.4 a trasformare Copernico in “Programma” di azione per l’autonomia validando in contesti sempre più ampi sia le modalità di ricerca formativa che le ipotesi che dovessero emergere come prodotto finale in merito alla struttura del curricolo flessibile.

Si potrebbe inoltre pensare ad istituire una interazione costante tra livello centrale e progettualità locali su parametri di azione, da definire insieme, relativi al monitoraggio dell’attuazione dell’autonomia didattica, organizzativa, di ricerca e sviluppo.

4.2
La dimensione temporale del progetto
Si potrebbe assemblare il materiale già prodotto, formalizzarlo secondo una struttura reticolare e tradurlo in ipertesto aperto nel quale aggiungere in itinere finestre ulteriori. Al termine si potrà rivedere il tutto e dargli anche forma diversa sotto il profilo della struttura.

L’alternativa o anche il completamento dell’ipertesto su CD potrebbe essere la produzione di un sussidio cartaceo costituito da agili volumetti corrispondenti alla varie finestre dell’ipertesto.

Entrambi i prodotti potrebbero essere diffusi in realtà scolastiche di contesti diversi per aprire un confronto interattivo sul tema e sulle ipotesi emerse.

html a cura di Volfango Santinelli