L'intervista   

Rete
Un idea positiva per la resistenza e l?innovazione

Appunti sul non-pensiero

Il corpo nella cultura di massa e nell'esistere pedagogico

Riflessioni sull'orientare nel tempo della ipercomplessità

L'impresa di rappresentare la qualità della scuola nel tempo...

Copernico: uno sguardo che viene da lontano

Intervista dell'IRRSAE Emilia-Romagna all'ispettore G. Boselli

Molto di nuovo sotto il sole

Tesi sulla lingua italiana

Il problema della valutazione 

 

 
   
L'IRRSAE Emilia-Romagna intervista Gabriele Boselli

 
Intervista in occasione del  monitoraggio IRRSAE   sulla formazione


In quali settori / argomenti ha svolto direttamente attività di aggiornamento negli ultimi tempi?

Organizzazione convegni e corsi di studio, partecipazione in qualità di relatore e coordinatore


Quali iniziative di aggiornamento ( settori / argomenti ) ha avuto occasione di organizzare negli ultimi tempi?

Qualità della scuola, ricerca sul pensiero (Trento)


E, nel caso, di quali professionalità - attive in ambito istituzionale e non - si
è servito per la progettazione e per la realizzazione?

Docenti universitari, altri ispettori, dirigenti scolastici, insegnanti


Recentemente ha colto segnali che indicano l'emergere di bisogni
formativi nuovi negli insegnanti? Quali?

Aumento del livello della richiesta e insoddisfazione di fondo indipendente dalla risposta. Richiesta di tempo per studiare davvero, riconfrontarsi con le fondazioni della cultura, dimenticare le circolari.


4) Come è cambiato il ruolo ispettivo rispetto alla formazione in servizio
dopo l'avvio dell'autonomia?

Ognuno l'ha interpretato a suo modo. Chi in atteggiamento di costante genuflessione/entusiasmo di fronte al potere; oppure progressiva emarginazione e rifugio di qualche ispettore (come me) in nicchie per ora non violate di isolata e pura ricerca scientifica ove dialogare con altri studiosi e con i pochissimi insegnanti e dirigenti spontaneamente disposti ad ascoltarlo. Il ripiegamento “monastico” è reso necessario dal prevalere del non-pensiero nel mondo e dall’esigenza di conservare i nuclei germinali del pensare per tempi migliori.
Nelle marginali occasioni (riviste con cento abbonati, cattedre universitarie con incarico a tempo determinato) in cui agli ispettori pensanti è data la possibilità di parlare o di scrivere, cerco di testimoniare con coraggio e rigore la mia visione del mondo.


5) Nel quadro che si va delineando con l'autonomia è possibile
prospettare che la formazione si articolerà:

- con l'avvio di progetti nazionali promossi dal Ministero.
- Certo, e chissà che la loro qualità culturale media non migliori
-
- con una sempre maggiore offerta di agenzie formative anche non
istituzionali
Certo e saranno scelte quelle più tirate a lucido e politicamente omogenee al committente


- con l'iniziativa delle singole scuole chiamate a progettare in proprio l'attività di formazione in servizio

Forse e qui sta la speranza in quanto esistono in tali pelaghi residue isole di pensiero.
  

In tale contesto quali sinergie possono essere funzionali al
miglioramento della professionalità docente?


Nessuna. Che il maestro torni maestro, legga e pensi; poi dialoghi.


Quali limiti e difficoltà intravede?

Mancanza di tempo per leggere, per pensare in solitudine, dialogare con persone intelligenti e scrivere


Come si va a configurare in questa complessità il ruolo ispettivo?

Il mondo scolastico più che complesso è reso da normative sovrabbondanti sterilmente e talora scioccamente complicato. Il ruolo dell’ispettore può essere quello di méntore del pensiero alto e testimone disinteressato e rigoroso degli sterminii del pensiero e del rifiorire prodigioso dello stesso anche nel contesto più improbabile.
Se in stato di grazia, può anche svolgere una funzione profetica e illuminante.


6) Quale differenza sottolineerebbe tra aggiornamento e formazione?

Esiste ­quando raramente esiste- solo formazione.
L’aggiornamento fa parte della moda; ma ancor peggio è l'addestramento, come quello cui sono stati sottoposti i dirigenti scolastici


7) A suo parere per gli insegnanti della scuola dell'autonomia Ia
formazione in diversi campi (didattica, scientifica, relazionale, giuridico-
amministrativa) è importante o c'è qualche altro settore altrettanto
importante? Vorrebbe dare una gerarchia in ordine di priorità ai campi
citati?

Cultura delle fondazioni, un po’ di pedagogia e basta


8) Quale è, secondo lei, il metodo. più efficace di formazione?

Il metodo è o indifferente o nocivo. Quel che conta è nella  qualità del testo o del relatore


9) Si avverte sempre di più l'esigenza della valutazione dell'efficacia dei
processi formativi: a suo parere quali sono gli elementi da diffondere
come pratica nelle scuole.ora chiamate a progettare autonomamente il
proprio percorso di aggiornamento?

L’efficacia è una virtù insensata. Il senso è scritto nei grandi libri della cultura occidentale e indiana.


10) Che cosa è oggi un insegnante e che cosa dovrebbe essere alla luce
delle attuali trasformazioni?

Cosa sia non saprei: c’è di tutto, in bene e in male..Dovrebbe essere un soggetto che ha sentito, ha veduto, ha letto,  ha pensato; che racconta e accende l’immaginazione e il pensiero critico e creativo.


html a cura di Volfango Santinelli