Prodotti tipici

L'antica cucina popolare risente della fame e della miseria di un territorio montano. Gli ingredienti principali erano la farina di granoturco (quella di grano era un lusso), il formaggio, raramente la pecora e il maiale, ma soprattutto le verdure.
E i condimenti non potevano che essere derivati della tradizione agro-silvo-pastorale della zona: grasso di maiale, olio, formaggio...

La cosiddetta "pista" di maiale rappresentava una festa e allo stesso tempo la scorta di calorie per gran parte dell'anno.

coniglio.jpg (3184 byte) Frequenti le zuppe di verdure, il "minestrone" con legumi, tuberi e foglie che serviva ad ammorbidire il pane raffermo perché niente poteva essere sprecato. Oggi, pur con l'avanzare della civiltà dei consumi, certe tradizioni continuano così come l'uso di piatti con pollo e coniglio, o come le lumache in porchetta.

Derivati dalla tradizione sono anche la "Polenta con la sapa" (mostocotto), i "Sorcetti" (fatti con acqua e farina), i "Sorcetti pelosi" (con l'aggiunta di polenta), i "Patacchelli" (farina, polenta e cavolfiori), il Mijaccio (sangue di maiale cotto con aromi), le "Cresciole di polenta", la "Crescia", le "Zeppole" (ciambelle dolci fritte). Per i più piccoli, le "caramelle d'orzo" ed i "frascarelli".

Per innaffiare qualsiasi cibo, il "Verdicchio", in quanto siamo nella zona del Verdicchio dei Castelli di Jesi, uno splendido vino per tutte le portate ma particolarmente felice nell'accoppiamento con il pesce.

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