enogastronomiaLa cucina del territorio appartiene alla vasta area delle cucine regionali dell’Italia centro-settentrionale. I piatti tipici, che costituiscono la gastronomia del comprensorio montano dell’Alto Esino, si sono formati e consolidati nel tempo per l’intervento di numerosi fattori. Alcuni di tipo sociale e altri inerenti al rapporto dell’uomo con l’ambiente, con i cicli delle stagioni, con le tecniche di conservazione dei cibi, con le migrazioni interne e così via. La componente cerealicolo-vegetariana della nostra cucina (dal culto del pane e dei prodotti dell’orto, alle numerosissime preparazioni a base di verdure e legumi) ci è stata trasmessa dalla tradizione romana ed è giunta fino a noi grazie agli ordini monastici che, tra l’altro, sono stati anche i salvatori e i continuatori della coltura (e della cultura) della vite e dell’ulivo. La componente carnea deriva, invece, soprattutto dall’influsso del mondo germanico (in particolare i Longobardi, che introdussero anche l’uso del burro in cucina e l’arte della produzione degli insaccati di maiale). I cappelletti in brodo di tacchino o cappone, il cotechino con lenticchie, i dolci legati alle varie ricorrenze festive, le tipiche pizze al formaggio, le tante pietanze a base d’agnello, i vincisgrassi e gli altri innumerevoli primi confezionati con pasta all’uovo fatta in casa, sono solo alcuni dei piatti tipici di una popolazione particolarmente attaccata ai valori della tradizione gastronomica. Una gastronomia che, per i tanti prodotti agroalimentari pregiati (agnello di razza fabrianese, bovini di razza marchigiana, salame di Fabriano, ciauscolo, soppressato, trota salmonata, funghi, tartufi, miele), non è seconda a nessuna. Qui, del resto, nacque (nel 1642 a Collamato di Fabriano) Antonio Latini, grande punto di riferimento nel contesto della storia della gastronomia italiana.I nostri vini
In queste terre si coltiva un vitigno che da origine a due vini bianchi doc fra i più pregiati d’Italia: il Verdicchio dei Castelli di Jesi e il Verdicchio di Matelica. II primo, dotato di suadente eleganza e buona struttura, si abbina alle grigliate e agli antipasti di pesce (non marinato), mentre, quando raggiunge un maggiore invecchiamento, può anche accompagnare primi piatti conditi con sughi di pesce. L’altro, dalla notevole struttura, è vino dai molteplici accostamenti, ma raggiunge l’eccellenza con i pesci dalle carni saporite e salsate e con i primi piatti di pesce. Per maggiori informazioni consultate la Mappa del Gusto.

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