Le Manifestazioni.

carro allegoricoFeste, sagre, mostre, concerti: di tutto un po’ va in scena sui palcoscenici dei comuni del territorio dei Colli Esini-Frasassi. Fabriano, come città capofila, è forse quella con la maggiore varietà di manifestazioni: nel settore culturale, per esempio, ci sono la “Stagione Teatrale del Gentile” (prose, lirica e teatro leggero), i “Concerti nei Chiostri” (giugno), la “Mostra di Pittura Estemporanea del DLF” (settembre). Ma non bisogna dimenticare i momenti di folklore creati dalle numerose sagre, tra cui la più sentita resta la classica “Sagra del Cocomero” (la settimana di Ferragosto) con gli spettacolari fuochi d’artificio la notte del 15 agosto. Anche Matelica non è da meno: parecchie le proposte, specie nel periodo che va da maggio a settembre. Tra tutte spicca il “Carnevale Matelicese” (la prima domenica di febbraio), nato nel 1977, che richiama ormai oltre diecimila persone: nelle Marche è secondo solo a quello di Fano. Meritano la citazione pure il “Mercatino dell’Antiquariato” (ogni sabato, in luglio e agosto) e la “Sagra del Verdicchio” (la prima settimana di agosto), nel cui ambito si tiene un importante “Raduno dei Gruppi Folk”. Nel settore musicale vanno ricordate tre importanti rassegne: quella nazionale “Musica della Scuola” (marzo), la “Rassegna dei Cori Polifonici” (maggio) e “Incontriamo l’Autore” (luglio). Carnevale Matelicese A Sassoferrato la notorietà internazionale è arrivata grazie al “Premio G. B. Salvi e Piccola Europa”, rassegna di pittura, scultura, grafica e libro d’artista che si tiene nei mesi di luglio e agosto sin dal lontano 1951. Da menzionare il “Congresso Internazionale di Studi Umanistici” (giugno) e il premio di poesia “Olimpo da Sassoferrato” (agosto). Nel vasto cartellone, inoltre, sono previste la bellissima “Sacra Rappresentazione della Passione” (Venerdi Santo), la caratteristica “Sagra del Prosciutto di Cinghiale” (Montelago) e quella “De la Crescia co’ le Foje” (Monterosso), entrambe il giorno di Ferragosto. Cerreto d’Esi e celebre per la sua centenaria “Fiera del 6 Agosto” e per la “Festa dell’Uva” (ultima domenica di settembre), una kermesse con carri allegorici, gastronomia, aperture delle “cantine” e conferenze sul vino. Fiere, sagre e feste dell’uva e del vino si hanno pure in altri comuni tra fine agosto (Rosora) e settembre (Arcevia). Serra San Quirico (per due settimane, tra aprile e maggio) ospita la “Rassegna Nazionale del Teatro della Scuola”, una “magica” formula – sperimentata la prima volta nel 1983 – per avvicinare i giovani in età scolare al fascino del teatro. Tra gli appuntamenti da non perdere, la “Sagra degli Asparagi” ad Avacelli (1 maggio) e la “Sagra del Gambero” ad Esanatoglia (agosto). Ricordiamo, infine, che in ognuno dei dieci comuni del comprensorio il calendario delle manifestazioni estive propone numerosi altri interessanti appuntamenti.

Tempo libero

tempo liberoFare attività sportive, escursionismo, o semplici passeggiate: questo e altro offre il territorio dell’Azienda di Promozione Turistica dell’Esino Frasassi al turista che decide di scegliere il nostro comprensorio montano per il proprio riposo e divertimento. L’impiantistica sportiva nei singoli comuni è sicuramente completa e di ottimo livello. Per quanto riguarda il nuoto, troviamo piscine nei comuni maggiori (Fabriano e Matelica) e in strutture private (Arcevia, Campodonico, Colcello di Genga e Terme di S. Vittore, quest’ultima con acqua sulfurea). Moltissimi i campi da tennis (pubblici e privati) sparsi un po’ ovunque; è possibile praticare il calcetto in appositi impianti (Fabriano e Serra S. Quirico). Da non trascurare, inoltre, i bocciodromi (al coperto e all’aperto) che garantiscono ai tanti appassionati la possibilità di giocare sull’intero territorio. Ma, dato anche il particolare tipo di paesaggio e la sua vastità, l’attività più indicata resta l’escursionismo, da praticare, viste le quote relativamente basse, nei periodi primaverile (con lo stupendo spettacolo creato dalla fioritura dei pascoli) e pre-autunnale. Con una buona cartina dei sentieri, si può girare dappertutto: per chi si ferma a Fabriano, c’è il tradizionale percorso sul Monte Fano attorno all’Eremo di S. Silvestro; oppure, se si sta visitando l’Aula Verde, il percorso Valleremita – monte Rogedano – monte Puro. Nel Sassoferratese si può percorrere la zona del monte Strega o anche il versante orientale del gruppo del monte Cucco. A Genga, centro del Parco Naturale Regionale Gola della Rossa e di Frasassi, oltre alla splendida gola, si diramano numerosi percorsi di trekking, montain bike e cavallo. A Serra S. Quirico, particolarmente suggestive sono la valle del Vernino e monte Murano. Nel matelicese, il pezzo forte rimane il monte S. Vicino, ma interessante è pure Roti, una località che si raggiunge attraversando la gola di Jana e il monte Argentaro sino ai ruderi dell’abbazia benedettina di Rotis (XI secolo). Infine a Esanatoglia, ci sono le stupende sorgenti del monte Cafaggio. Per chi invece amasse l’alpinismo, è possibile fare arrampicata in alcune bellissime palestre di roccia: a Castelletta (Fabriano) e a Falcioni (Genga) su entrambi i versanti del monte Rovellone, nella gola della Rossa e in quella di Frasassi (dove esistono anche vie chiodate con difficoltà fino al sesto grado). Nella stagione invernale gran parte del comprensorio è indicata alla pratica dello sci-escursionismo: a patto, beninteso, che vi sia neve sufficiente. Un altro sport che trova qui terreno ideale, è la canoa fluviale. Dal 1985 sino a oggi parecchi ragazzi coraggiosi si sono cimentati, lungo le acque del Sentino e dell’Esino, in questa avvincente attività: partendo poco prima della zona di S. Vittore, si può percorrere l’intera Gola di Frasassi (lungo il Sentino) sino ad arrivare (una volta confluiti nell’Esino) alla successiva Gola della Rossa e oltre, verso Serra San Quirico. Se invece vi basta andare semplicemente in canoa, c’è (sempre dalle parti di Genga) il piccolo Lago Fossi. Per tutti gli amanti dei motori, la proposta è quella del motocross. Esanatoglia, con il suo crossodromo (che ospita da molti anni gare internazionali) è lì per tutti i piloti che nei fine settimana volessero provare la bellissima pista. E, per chi avesse minori pretese, c’è (a meno di tre chilometri da Fabriano) anche il piccolo impianto di Rocchetta, un tracciato sicuramente meno impegnativo ma altrettanto affascinante. I più giovani che volessero a tutti i costi, magari, pattinare su strada, hanno invece a disposizione la pista del Parco Leopardi di Arcevia e (per i “quasi professionisti”) la pista stradale di Fabriano: non a caso, proprio nella “città della carta” questa attività ha avuto (negli ultimi vent’anni) un forte impulso agonistico.

Mountain bike

mountain bike MTBL’avvento (o forse è meglio dire la comparsa), all’incirca intorno al 1985 delle prime biciclette da montagna, le cosiddette mountain bike, creò, come affermano gli appassionati, una vera e propria filosofia: la scoperta, cioè, di un nuovo genere di divertimento, seppur faticoso, da praticare immersi nella natura dei monti, lontano dai rumori e dai gas di scarico tipici della città. Tale filosofia si adattò perfettamente alla conformazione del nostro territorio, ricco di sentieri, mulattiere e carrareccie solcanti i pendii boscosi e i pianori prativi dei monti circostanti alle località (Fabriano, Sassoferrato, Matelica e dintorni) dell’entroterra montano appenninico marchigiano. Questi sentieri e mulattiere, paradossalmente, altro non aspettavano che di essere percorsi da quel tipo di mezzo, espressione di un’attività sportiva faticosa ma nobile, in quanto rispettosa dell’ambiente. Lo stesso rispetto incarnato per secoli da boscaioli, carbonari e pastori, coloro che vissero (in epoche neppure troppo distanti da noi) dei frutti della montagna, senza mai infierire su di essa, ma anzi curandola e preservandola. Praticare oggi il mountain biking, perciò, vuol dire rispettare e mantenere l’ambiente per far si che chi verrà dopo di noi ne possa ancora godere, magari con mezzi ed esigenze certamente differenti.Un tipico esempio di itinerario da percorrere con la bicicletta da montagna è quello che si snoda a cavallo tra lo spartiacque dei fiumi Giano ed Esino nell’area sud-est di Fabriano. Il percorso, nel dettaglio, è: Fabriano, Valleremita, Forcella di Monte Linatro, Valico di Attiggio, Attiggio, Case Silve, Colbassano, Case Castriche, Case Bruciate, Via Santa Croce, Fabriano. Un itinerario facile e non eccessivamente faticoso (anche se, ovviamente, richiede un minimo di allenamento alla pratica della mountain bike), che si sviluppa su un totale di 28 chilometri da percorrere (soste incluse) in circa due ore. È anche molto interessante dal punto di vista panoramico, in quanto si articola in massima parse sul crinale collinare che separa la valle dell’Esino da quella del Giano. Oltre alle bellezze del panorama e della natura (incluso il tratto preferibilmente a piedi all’interno del percorso dell’Aula Verde di Valleremita), il tracciato consente di ammirare i resti dell’antica città romana di Attidium oppure (con brevi deviazioni) gli antichi eremi di S. Maria di Valdisasso (sopra Valleremita) e di S. Silvestro (nei pressi della Forcella di Monte Linatro sul Monte Fano).

GARE E MANIFESTAZIONI
La classica 50 Km di Cross Country denominata “Fabriano Colli” (1 maggio), organizzata dal gruppo ciclistico Cartiere Miliani.
La “Adventure Extreme” (primi di settembre), su un percorso molto impegnativo di oltre 100 km, organizzata dal gruppo ciclistico AVIS di Fabriano.
Vari raduni (da giugno a settembre) promossi dai comitati delle feste e sagre di paese o quartiere.
Informazioni: Paolo Lippera tel. 0732/628548

Cavallo

cavalloII turismo equestre, senza dubbio, può essere definito naturale vocazione del nostro entroterra: in effetti, essendo questa una delle zone meno antropizzate d’Italia, c’è ancora spazio per apprezzare il giusto piacere che una passeggiata a cavallo riesce a dare. II genere di agricoltura praticata (per lo più estensiva) e il fatto che la parte più montagnosa (a sud) non presenti particolari difficoltà per il cavallo, fa sì che ci si possa spostare tranquillamente dai seminativi dei 250 metri di quota del fondovalle, sino ai pascoli dei 1500 m. Ancora più facilmente è possibile percorrere, sulla groppa di un buon destriero, le comode carraie che corrono sui crinali delle dolci colline della parte nord. Oltre alle peculiarità naturalistiche (boschi, verdissimi pascoli con fioriture di rara bellezza, fiumi incassati in aspre gole e panorami suggestivi) spesso ci si imbatte in veri e propri pezzi di storia. Un buon numero di centri agrituristici e tantissimi percorsi equestri sperimentati mettono il cavaliere in condizione di visitare l’Alta Valle dell’Esino: a questo scopo, del resto, è stato istituito il servizio di “Guida Equestre Montata”, riconoscinto dall’Associazione Nazionale Turismo Ecologico. Esso consente ai turisti di prenotare una guida esperta del territorio in grado di accompagnarli con il proprio cavallo. Molti sono i percorsi interessanti da poter suggerire e almeno tre di questi meritano di essere citati. II più tradizionale è il classico Anello del Giano, un trekking di cinque giorni che tocca i dieci comuni che fanno parte del territorio dell’Azienda di Promozione Turistica. Segue a ruota il Giro dei castelli di Arcevia, itinerario che si snoda nell’Arceviese e in due giorni porta i cavalieri, lungo i percorsi dei propri avi, negli stupendi castelli medievali. Infine, c’è il Trekking nel Parco dell’Altesino, percorso di grande valore naturalistico: quattro giorni di cavallo finalmente lontani dal mondo moderno, tra faggete secolari e pascoli di montagna.

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