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PROGETTO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE
REALIZZATO CON IL
SUPPORTO DEGLI STRUMENTI INFORMATICI E MULTIMEDIALI E SECONDO I METODI
DELL'INSEGNAMENTO/APPRENDIMENTO COSTRUTTIVISTA E COLLABORATIVO NELL'AMBITO
DEL PROGETTO
"ISTRUZIONE
PER L'USO"
Classi coinvolte
PRIMA A e PRIMA B (a
gruppi e a classi aperte)
ANNO SCOLASTICO 1999/2000
Sommario:
FINALITA’
GENERALI
RELATIVE ALL'EDUCAZIONE AMBIENTALE
 | Acquisire la consapevolezza che il rapporto tra l’uomo e
l’ambiente naturale e quello artificiale è complesso e dinamico.
Ogni modifica implica una catena di interazioni con effetti spesso
negativi. |
 | Maturare negli alunni il senso di responsabilità nei confronti
di tutto il patrimonio ambientale e nella gestione delle sue risorse,
promuovendo una formazione della personalità in relazione
all’ambiente. |
RELATIVE ALL'AMBITO METODOLOGICO
 | Passaggio dal modello educativo tradizionale di tipo "istruzionista"
a quello innovativo "costruttivista" delle conoscenze, che
vengono organizzate in seguito allo sviluppo della ricerca educativa. |
 | Promozione di una cultura laboratoriale. |
 | Sperimentazione di un ambiente di "apprendimento
collaborativo". |
 | Promozione e sviluppo delle nuove tecnologie didattiche
all'interno dei curricoli tradizionali; loro pervasività in tutte le
discipline. |
 | Maturazione di nuove forme di pensiero e di nuovi stili cognitivi
nello studente. |
 | Maturazione della capacità di identificare, razionalizzare,
formalizzare problemi, di formulare ipotesi e sequenze risolutive; uso
corretto del linguaggio naturale e dei linguaggi artificiali e
formalizzati nella descrizione di situazioni problematiche familiari. |
LEGATE ALLA PRODUZIONE DI IPERTESTI
 | Mutamento dei rapporti tra docenti, discenti e discipline. |
 | Assunzione da parte dell’alunno di un ruolo attivo nella
costruzione della conoscenza. |
 | Possibilità di attivare nell’alunno quei processi propri
dell'apprendimento naturale, basato su logiche associative. |
 | Maturazione negli allievi delle capacità di collegare,
connettere (la cosiddetta "reticolarità" delle conoscenze),
contestualizzare le conoscenze possedute o acquisite (comprendere il
"senso" di ciò che si apprende), e quindi la capacita di
contestualizzare se stessi (prendere coscienza di sé). |
 | Applicazione reale della interdisciplinarità: le discipline e i
loro concetti vengono messe in collegamento consentendo agli allievi
di collegare e integrare le conoscenze. |
 | Sviluppo negli alunni di un'autoconsapevolezza individuale e
collettiva, sia dell'"apprendere" che
dell'"essere", premessa culturale al conseguimento della
vera autonomia, individuale e sociale. |
 | Promozione dell’integrazione scolastica e abolizione degli
sbarramenti rappresentati dai diversi livelli di preparazione, abilità
e capacità presenti nel gruppo classe (l’ipertesto è uno strumento
che consente di essere utilizzato seguendo percorsi di crescente
complessità, esso si rivolge anche a quei soggetti che presentano
delle difficoltà di carattere cognitivo, in quanto favorisce lo
sviluppo di quei processi che si attivano nella mente che struttura
l'informazione, quali simbolizzare, selezionare, operare collegamenti
e associazioni, ricercare informazioni nel magazzino di memoria). |
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OBIETTIVI
DIDATTICI GENERALI
 | Conoscere il territorio in esame attraverso lo studio:
 | delle caratteristiche naturali |
 | delle trasformazioni subite |
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 | Comprendere le terminologie specifiche e sapersi esprimere in
modo chiaro |
 | Saper raccogliere i dati, saperli classificare e confrontare |
 | Rielaborare quanto appreso per poterlo comunicare agli altri
attraverso i vari linguaggi |
 | Formulare proposte operative tese alla salvaguardia e al recupero
del territorio preso in esame. |
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OBIETTIVI
DIDATTICI DISCIPLINARI
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Saper effettuare misurazioni |
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Saper leggere e visualizzare i dati raccolti e gli aspetti
fondamentali dell’ambiente attraverso l’uso di carte, mappe,
simboli, rappresentazioni grafiche e fotografiche |
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Conoscere le stratificazioni storiche e sociali avvenute |
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Saper collocare nella storia il territorio preso in esame |
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Saper elaborare relazioni e grafici |
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Approfondire conoscenze specifiche nell’ambito geografico,
storico, artistico, scientifico, ecc. |
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ORGANIZZAZIONE
DELL’ATTIVITA’
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L’azione didattica coinvolge le discipline Italiano,
Storia, Geografia e Scienze e viene realizzata a classi aperte, per un
totale di quattro ore settimanali. Sono costituiti tre gruppi
equieterogenei di alunni iscritti alle classi prima A e prima B che si
alternano nelle seguenti attività con le modalità descritte: |
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primo gruppo
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secondo gruppo
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terzo gruppo
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prima ora
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realizzazione dell'ipertesto nel laboratorio di
informatica
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la flora e vegetazione
del Parco, con particolare riferimento a Valle
Scappuccia
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l'intervento dell'Uomo nell'area del Parco
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seconda ora
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i fattori ecologici e contestualizzazione per
l'area naturalistica protetta di Valle Scappuccia
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realizzazione dell'ipertesto nel laboratorio di
informatica
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la fauna del Parco, con particolare riferimento
a Valle Scappuccia
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terza
ora
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la geografia e la geologia dell'area del Parco e
di Valle Scappuccia in particolare
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la storia del Parco;
i Comuni dell'area;
i monumenti
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realizzazione dell'ipertesto nel laboratorio di
informatica
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quarta ora
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realizzazione dell'ipertesto nel
laboratorio di informatica
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Operano nella realizzazione del progetto 9 insegnanti, spesso in
compresenza, rendendo massimo il livello di interdisciplinarità. |
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Un insegnante "esperto" in tecnologie informatiche
interviene nel laboratorio per il supporto tecnico alla realizzazione
dell'ipertesto, i materiali necessari alla quale sono
"prodotti" dai ragazzi nelle due ore settimanali che ogni
gruppo ha a disposizione in classe, nel corso delle quali avviene
anche la creazione delle mappe logico-concettuali atte a strutturare
l'ipertesto. |
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Nel corso della quarta ora, a gruppi uniti, l'attività prevede
la socializzazione delle conoscenze, la revisione delle "pagine
elettroniche" prodotte e la realizzazione dei collegamenti
ipertestuali tra pagine e blocchi di testo legati logicamente tra
loro; il brainstorming nel corso della visione e della lettura delle
produzioni è l'approccio preferito per tale attività. |
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SPECIFICAZIONE
DEI CONTENUTI RELATIVI ALLE CARATTERISTICHE NATURALI DELL'AREA OGGETTO
DI STUDIO
LE AREE PROTETTE DELLA REGIONE
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Le aree floristiche (perché sono state istituite, la Legge
Regionale, quante sono, dove sono, divieti essenziali, ecc.). |
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Cenni su altre aree protette (oasi, parchi, ecc.). |
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Riflessioni riguardanti il degrado ambientale, soffermandosi
sulle specie sia vegetali che animali in via di scomparsa. |
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Come proteggere tali specie. Interventi delle Istituzioni (la
Regione Marche istituisce le "Aree floristiche protette" con
Legge Regionale n. 52 del 1974). |
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Visita guidata alla riserva naturale di Valle Scappuccia che è
anche "Area floristica protetta": la n° 12 della provincia
di Ancona. |
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Dalle osservazioni effettuate sul posto alla sistemazione dei
dati raccolti, considerazioni e riflessioni. |
DALLE AREE FLORISTICHE AL PARCO NATURALE DELLA GOLA
DELLA ROSSA E DI FRASASSI
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Aspetti geografici
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Lettura e orientamento di una carta
topografica, uso della bussola e dell’altimetro
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Aspetti climatici (bioclimatici)
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Cenni di geologia
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La presenza dell’uomo, essenziali
modifiche dell’ambiente naturale dovute alle attività antropiche
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La flora e la vegetazione
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La fauna più significativa
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Alcuni aspetti normativi che regolano
le attività umane all’interno del Parco. |
VISITE GUIDATE
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Valle Scappuccia nel periodo
autunnale
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Valle Scappuccia e Gola di Frasassi
nel periodo primaverile
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Castello di Avacelli e Chiesa di S.
Ansovino. |
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ALCUNI
ESEMPI DI INTERVENTI NELLE CLASSI APERTE CON GLI ALUNNI SUDDIVISI IN
GRUPPI
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Aspetti geografici: inquadramento geografico dell’area relativa
al parco (su una carta geografica riportare i confini), analizzare
l’orografia, la presenza di gole rupestri, l’altitudine minima e
massima, l’idrografia, ecc. Individuare i Comuni che entrano nel
Parco. Evidenziare la presenza di elementi storici più significativi. |
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L’uomo e l’ambiente: l’uomo e il bosco (conduzione del
bosco, le carbonaie, ecc.). La costruzione della ferrovia
Falconara-Orte e la distruzione di un’enorme quantità di querce. In
epoche storiche l’uomo disbosca estese superfici per l’agricoltura
e l’allevamento, ecc. |
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Cenni di geologia: semplici riflessioni riguardanti l’orogenesi
dell’area in esame (ponendoci alcune domande: la presenza di fossili
di animali marini vissuti milioni di anni fa oggi si rinvengono sulle
montagne; come si sono formate le gole; o le famose grotte di
Frasassi; ecc.) |
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Aspetti bioclimatici: le condizioni climatiche di una regione
dipendono da determinati fattori, per la vegetazione i più importanti
sono la temperatura e le precipitazioni; esistono dei diagrammi che
possono essere costruiti dagli alunni, mediante computer, per
evidenziare le caratteristiche climatiche per una data stazione.
Riflessioni guidate fanno capire agli alunni che il tipo di
vegetazione è strettamente legata al clima (esempio: la macchia
mediterranea, i boschi di latifoglie, i boschi di faggio, di conifere,
ecc.) segue la realizzazione di uno schema per evidenziare i piani
altitudinali della nostra regione. |
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Fattori ecologici: acqua, aria, luce, temperatura, vegetazione,
ecc. |
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La vegetazione e la flora: far capire agli alunni che questi
termini non sono sinonimi e con osservazioni e riflessioni arrivare a
definire il loro significato. Osservazione sui principali tipi di
vegetazione: il bosco e i pascoli secondari. I campi abbandonati e il
dinamismo della vegetazione. Gli aspetti più importanti della flora
come le specie endemiche, quelle rare e quelle caratterizzanti le
fitocenosi studiate (realizzazione di un erbario su pagine web). |
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La fauna: ricerche riguardanti le specie più significative: la
salamandrina dagli occhiali presente a valle Scappuccia, l’aquila
reale, altre specie di rapaci, il ritorno del capriolo, la scomparsa
della lontra, ecc. |
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Aspetti storico-artistici: ricerche su alcuni elementi presenti
nel territorio del Parco (centri storici interessanti, abbazie, ecc.). |
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Laboratorio di informatica: acquisizioni delle conoscenze di
hardware e software per la realizzazione dell’ipertesto. |
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CARATTERISTICHE
STRUTTURALI DELL'IPERTESTO
"ISTRUZIONE PER L'USO"
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La Scuola media di
Arcevia, oltre a "specializzarsi" nell'area naturalistica
protetta di Valle Scappuccia, curerà anche la parte generale del
lavoro, attraverso lo studio delle caratteristiche generali del Parco
"Gola della Rossa - Frasassi". |
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Si è scelto di
elaborare un ipertesto a struttura sequenziale gerarchica, con
realizzazione di un menù principale, attraverso il quale si accede alle
varie sezioni del lavoro: |
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Accesso alla sezione generale del lavoro
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Accesso allo studio delle singole aree del Parco
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Geografia
Fattori ecologici
Geologia
Flora e Vegetazione
Fauna
Uomo e Ambiente
Storia
Monumenti
Comuni
Aspetto poetico-soggettivo
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Valle Scappuccia
Gola di Frasassi
Poggio San Romualdo
Valle Montagnana
Castelletta
Le Vie dei Pellegrini
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Ognuna delle sezioni
è a sua volta strutturata in maniera gerarchica sequenziale. |
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L'ipertesto è
completato da una sezione dedicata agli autori del lavoro. |
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Questa la presunta
Home page dell'ipertesto: |

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FASI
FONDAMENTALI DELLA COSTRUZIONE DI UN IPERTESTO/IPERMEDIA
READING
Significa occuparsi delle
risorse da utilizzare, della ricerca dei materiali, della definizione
degli obiettivi e dell'elaborazione concettuale
EDITING
Significa rielaborare i
materiali in vista dell'assemblaggio, organizzare il lavoro, rivedere e
analizzare il processo di elaborazione
AUTHORING
Significa assemblare i
materiali, verificare l'efficacia dell'ipermedia, riflettere
sull'organizzazione dei contenuti e sull'interfaccia
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Costruire
un IPERTESTO/IPERMEDIA: le competenze fondamentali
Costruire un Ipermedia
implica un lavoro in équipe, poiché sono richieste varie competenze,
difficilmente riscontrabili in un solo individuo:
CAPACITA' PROGETTUALI,
CAPACITA' ORGANIZZATIVE,
CREATIVITA',
CAPACITA' DI ANALISI DEI CONTENUTI,
CAPACITA' DI MEDIAZIONE,
POLIVALENZA CULTURALE,
COMPETENZE TECNICHE,
CAPACITA' DI REVISIONE
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Costruire un
IPERMEDIA: alcune regole auree
Sapere che cosa
si fa
Sapere perché si fa
Sapere con che cosa si fa
Sapere per chi si fa
Dedicare tempi adeguati
alle varie fasi del processo
Dedicare risorse alla
revisione del percorso
Dedicare spazio alla
revisione del processo
Dosare i linguaggi
Riflettere sullo
specifico dei linguaggi adottati
Essere sempre coerenti
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TESTI DA
CONSULTARE
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PANDOLFI M., 1992 -
Fauna nelle Marche – Mammiferi e uccelli. Regione Marche – Il lavoro
editoriale, Ancona. |
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PACI V., MOSCA M., 1992
– I paesaggi della geologia nelle Marche. Regione Marche – Il lavoro
editoriale, Ancona. |
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BIONDI E., (a cura di),
1989 – Il bosco nell’Appennino. Storia, vegetazione, ecologia,
economia e conservazione del bosco appenninico. Centro Studi Valleremita,
Arti Grafiche Gentile. Fabriano. |
 |
BIONDI E., BALDONI M.,
1996 – Natura ed ambiente nella provincia di Ancona. Guida alla
conoscenza e alla conservazione del territorio. Industrie Grafiche
Tecnoprint, Ancona. Seconda edizione. |
 |
MORI A., 1957 - Il clima
in L’Italia fisica. Coll. Conosci l’Italia. T.C.I., vol. 1: 21-63,
Milano. |
 |
BALLELLI S., BIONDI E.,
CORTINI PEDROTTI C., FRANCALANCIA C., ORSOMANDO E., PEDROTTI F., 1981 - Il
patrimonio vegetale delle Marche. Regione Marche, Ancona. |
 |
CASTAGNARI G.C. (a cura
di), 1982 – La città della carta. Ambiente società cultura nella
storia di Fabriano. Città e Comune di Fabriano. Jesi. |
Nel testo di Pandolfi:
interessanti notizie riguardanti l’estinzione della lontra, ecc.
Nel testo di Castagnari
(pp. 91-94) Il tributo pagato dal bosco alla realizzazione delle strade
ferrate.
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Catozzi e
Volfango
Santinelli
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